San Raffaele Arcangelo

Cerimonia di inaugurazione del 14 marzo 2008

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L'arcangelo San Raffaele svetta da sulla cupola del nuovo Dipartimento di medicina molecolare del San Raffaele di Milano, il Dibit2. L'inaugurazione, accompagnata dalla fanfara dell'Aeronautica e dalla voce di Al Bano, si è svolta nel giorno dell'88esimo compleanno di don Luigi Verzè ispiratore dell'ospedale. In vetroresina, alta 8 metri e mezzo, disegnata dallo scultore siciliano Carmelo Lizzio, la statua pesa 32 quintali. Tutti i calcoli ingegneristici, la scelta dei materiali, la scelta di metodologie produttive sono stati eseguiti per conto di Persico S.p.A.
dall'ing. Elmar Pfletschinger .

l'ing. Elmar Pfletschinger durante una fase di lavorazione presso Persico S.p.A.

domenica 23 marzo 2008

Progettazione e costruzione della statua dell'Arcangelo

Nel luglio del 2007 l'ing. Elmar Pfletschinger ha ricevuto dalla Persico di Nembro(BG), personalmente da Giuseppe Cividini, l’incarico di progettare la statua dell’arcangelo Raffaele, destinata alla cupola del Cibit 2 dell‘Università San Raffaele di Milano.

La motivazione per l’incarico erano una collaborazione tra Pfletschinger e Persico da altre otto anni e altre progettazione eseguite da Elmar Pfletschinger, specificamente un radom in vetroresina per un’ antenna di 9 metri di altezza sul Tre la Tete a 4000 metri di quota, nel massiccio del Monte Bianco, che si era comportato in maniera perfetta per tutta la sua vita di esercizio di 21 anni. Era esposta a condizioni ambientali brutali.

L’artista, Carmelo Lizzio aveva preparato un prototipo della statua di altezza 2 metri, che oggi si trova all’interno dell’università San Raffaele.

Questa statua è stata scannerizzata a Laser. Con il computer la statua è stata ingrandita a 8 ,2 metri di altezza.

Il compito di creare struttura portante e sagoma della statua era arduo, dato la strettezza dei contatti con la base. Elmar Pfletschinger ha risolto questo problema con una struttura in acciaio interna che si estende fino all’altezza del torace della statua. A questa altezza le ali e il corpo si uniscono a fare una struttura portante resistente.

La sollecitazione principale è il vento, il massimo possibile per i prossimi 500 anni. Secondo un recente decreto governativo questa sollecitazione è stata calcolata in 1410 Pascal (corrisponde a 144 kg al metro quadro).

Nella zona del torace la struttura in acciaio si interfaccia con la struttura in vetroresina, che è autoportante da lì in su e anche da lì in giu.

I materiali scelti da Pfletschinger sono

Per l’acciaio: AISI 316 L, un acciaio inossidabile di alta qualità

Per il vetroresina: Un vinilestere di alte prestazioni meccaniche e alta resistenza termica. Il laminato scelto, con contenuto di vetro relativamente basso – 25% in peso – garantisce l’assenza di micro fessurazioni e un’elevatissima resistenza a fatica.

Il dimensionamento della struttura in vetroresina è comunque caratterizzato da fattori di sicurezza elevatissimi.

La struttura in acciaio, elaborata e calcolata da Elmar Pfletschinger con metodologia ingegneristica tradizionale, ed è stata verificata successivamente con un calcolo a elementi finiti da parte della ECO srl di Abano Terme – ingegner Varotto -, che ha eseguito anche la costruzione della cupola sottostante la statua.

Cura speciale è stata dedicata da Elmar Pfletschinger all’interfacciamento tra vetroresina e acciaio.

Il calcolo a elementi finiti ha perfettamente confermato i risultati del calcolo ingegneristico.

La produzione della statua è stata eseguita da Persico in un clima di perfetta collaborazione, coordinata da Giuseppe Cividini, con Pierangelo Pagani per la preparazione dei programmi di fresatura per gli stampi, con Aldo Vedovati per l’esecuzione dei lavori. E con la collaborazione continua di Elmar Pfletschinger, soprattutto per i particolari del vetroresina, del parafulmine ed altro.

Inoltre è stato elaborato dal politecnico di Milano, prof. Zasso, un sistema di monitoraggio continuo della statua, basata su una serie di accelerometri collocati nella statua. Lo scopo è di conoscere in dettaglio la reazione della statua ai vortici di Karman, creati dal vento. La statua comunque non presenta nessun dettaglio che possa, a causa della sua conformazione geometrica, entrare in risonanza con i vortici di Karman.



Dr. Elmar Pfletschinger

Laureato con dottorato di ricerca in fisica nucleare

Strutturalista, libero professionista, specializzato in materiali compositi

Primo socio onorario dell’ASSIM (associazione degli ingegneri dei materiali dell’università di Trento)

sabato 22 marzo 2008

Il discorso di don Luigi Verzè (Comunicato stampa Fondazione San Raffaele)


Carissimi tutti, soprattutto i miei Raffaeliani,

Basilica è il nome della struttura al cui vertice sta salendo l’immagine dell’Arcangelo S. Raffaele, il cui nome significa in ebraico “Vita-Salute rigenerata in Dio”.

Ve ne riassumo la descrizione intersezionata.

Iniziamo dal basso:

i miei collaboratori Raffaeliani, tutti con me Soci di minoranza del grandissimo Manager, il Cristo, hanno pensato di festeggiarmi l’ottantottesimo compleanno.
Il Socio di Maggioranza ne ha 2008 e non ne è per nulla invecchiato: Cristo, uomo Dio, è più vivo che mai e noi con Lui, perché in Lui viviamo, ci muoviamo e siamo.
Quello che Vi presentiamo e che vediamo è la prova di quanto sto affermando.
Ve lo presento con la fiera consapevolezza che Milano con la sua Madonnina e d’ora in poi con il suo S. Raffaele è davvero la motrice delle più grandi idee che sono dinamo di vita rigeneratrice per l’uomo eucrasicamente inteso: corpo-intelletto-spirito.
Non meravigliateVi dell’imponenza strutturale che sta davanti ai Vostri occhi e che è necessaria e mai sufficiente per tanto ruolo, il nostro ruolo!
Il S. Raffaele è già con questa nuova colossale struttura una Cittadella.
Ma, Vi assicuro, è sempre in vorticosa espansione.

Quello che oggi, sinteticamente, tutti dovete sapere è come si esprime strutturalmente la sua fonte energetica.

Eccovelo:

al piano terra sta il “Ciborio” con le radici infisse in ulivi millenari e viti, quali fluidissimo olio e vino che sono i nostri simboli originali del Buon Samaritano.
Il Buon Samaritano è il Verbo di Dio che dalla grande Barca sul lago di Galilea ci insegna:
“Quid” e “quis est homo”, cioè che cosa in natura siamo e chi, per divina chiamata, evolutivamente siamo in corsa a divenire.
Intendo dire chi l’uomo dovrà diventare con la sua permanente evoluzione.
Io, dalla mia età ed esperienza, Vi assicuro che guardo tutto, perciò, con ottimismo perché so che tutto sta nella grande impresa da Dio con l’uomo avviata. Dio opera solo per il bene anche se, precariamente, il male lo contrasta.
Ma il male non è l’essere.
Il male è il vuoto dell’essere.
Solo facendo il bene, noi, quindi, togliamo il male.

Dal lago di Galilea che Voi vedrete realizzato al piano terra, quell’acqua vitale del Verbo di Dio fatto carne, scorre fin sotto il vertice della Cupola dove alimenta una grande chiocciola, l’uomo, noi uomini.
La chiocciola inizia con una voluta ed evolutivamente si inerpica nella perfettibilità dell’Eterno.
Qualsiasi uomo, infatti, nato nel tempo, continuerà ad esistere in eterno.
Dalla stessa chiocciola spumeggia la doppia elica DNA, la cui esplorazione scientifica equivale ad assorbimento di consapevolezza sul valore uomo.
L’Uomo in quanto sceglie ed in quanto vuole, può essere il modello uomo da Dio, pensato e nell’Universo dolcemente posato ed ordinato.
Questa preziosa elica dalle mille fluorescenze, tutte incantevolmente luminose, sale diritta nel libero cielo. Le maglie della Cupola sono aperte, appunto, per il libero volo.
Il mio non è un idillio semplicemente canoro, casomai è aspirazione profetica largamente documentata da Dio stesso.

E ridiscendiamo con il nostro volo subito sotto la Cupola:

a) Lassù c’è la Presidenza operativa del S. Raffaele in Italia e nel mondo. La Presidenza sarà sempre in mani sicure autenticamente dedicate alle finalità statutarie.
b) Lassù il Rettorato dell’Università “Vita-Salute S. Raffaele”, che significa nell’essenziale: individuazione, cura e formazione dei Leaders, giovani delfini-eredi delle grandi idee raffaeliane.
c) Più sotto le Direzioni didattiche e scientifiche, ecc.
d) Più sotto l’Alta Scuola post-lauream per:

  1. La Filosofia dell’essere e dell’agire
  2. La evoluzione dell’intelletto e del pensiero
  3. La vocazione teo-antropologica
  4. I fondamenti della politica e dell’economia
  5. La Biologia molecolare, genomica e proteomica
  6. Fisica e matematica, ecc. ecc.
  7. Aule di lettura e riflessione

I Docenti per l’Alta Scuola saranno di elevata qualità provenienti da tutto il mondo.

e) E nella stessa Basilica, i Laboratori per la ricerca più strettamente istituzionale, quale Biologia dei Sistemi.

Nei corpi di fabbrica ai lati della Basilica, molte migliaia di metri quadrati dedicati a Laboratori super-dotati sempre per la ricerca istituzionale ed anche per la ricerca di grandi Compagnie Internazionali tra le più sviluppate ed a noi associate.

Obiettivo leader della Ricerca S. Raffaele:
La vittoria sul male, in primis sul male che più incombe e più affligge l’uomo d’oggi: il cancro nelle sue più che cento insidie patologiche.
È la mia, la nostra sfida il S. Raffaele Oncology Challenge.

Finisco con un’altra più vasta sfida:
Londra, capitale del XXI secolo?
E perché no Milano?
Il suo patrimonio culturale accumulato dal V secolo a.C. ad oggi, la sua centralità demografica pan-europea.
Milano era già capitale dell’Impero d’Occidente quando Londra era ancora un “riacho”, quando Parigi era “lutum” e quando New York era una riserva di Apache.

Milano capitale economica di questo grande Paese Italia, culla mediterranea della Civiltà occidentale!
Oggi a Milano non manca moltissimo per diventare, per esempio, la capitale europea delle Scienze biologiche ed umanistiche.


Ed ora eccoVi il nostro datario, dopo il 14 marzo, giorno dell’elevazione del S. Raffaele, quale orientamento viario del cielo:

  1. entro giugno 2008 il completamento del traffico interno e dei parcheggi. Quello coperto è di ca 60.000 mq., il parcheggio interrato più grande d’Italia;
  2. sempre a giugno 2008 sarà completata sia internamente che esternamente la Basilica;
  3. a settembre 2008 il pubblico potrà salire fino alla sommità della Cupola (mt 189 slm) e godersi la Madonnina del Duomo, la visione del Monte Bianco e Monte Rosa ecc.

Ed eccoVi l’ultima:
ho invitato il Santo Padre, Benedetto XVI, perché, se crede, scelga una data tra settembre ed ottobre e venga a benedire ed a darci il suo messaggio per l’inizio dell’Anno Accademico e operativo 2008-2009, parlandoci dalla Barca di Gesù, galleggiante sul nostro lago di Galilea.

50 anni fa io, solitario percorrevo questo immenso prato; allora era solo terreno di marcite.
Di vivo, vi erano solo due aironi.
Nel cuore avevo la profezia di don Calabria: “Vai a Milano, là nascerà un’Opera che farà parlar di sé l’Europa intera.” Era l’unico mio sostegno.
Veniva a trovarmi soltanto il card. Schuster :
“Oggi hai mangiato?”
“Sì, Eminenza.”
“Eccoti il riso per domani e due salamini.”
Gravava minacciosa sulla mia testa la diffida del Sindaco Bucalossi e delle autorità democristiane:
“Lei, don Verzé, non potrà mai fare il San Raffaele; sarebbe la squalificazione dei nostri ospedali.”

Ora ci siete tutti voi, Raffaeliani!

E va’, nel cielo, va’, San Raffaele e grida:
“Tutto è possibile a chi crede in Dio, Padre e nel suo figlio, Verbo di Dio e nostro Signore Gesù Cristo.”

Evviva tutti !!!
E viahh con il S. Raffaele nel cielo di Milano…

Il Giornale 15/03/2008 Un angelo sulla cupola del San Raffaele: «La nuova Madonnina»

Tutti gli occhi puntati verso il cielo. Quelli di don Verzè, lucidi per l’emozione, e tutti quelli dei «raffaeliani», quasi increduli a guardare l’angelo volare nel cielo. Otto metri di altezza per un peso di oltre tre tonnellate: quando è calato il lenzuolo che copriva la statua di San Raffaele, non è rimasto che il suono delle note dell’inno di Mameli intonate dalla fanfara dell’Aeronautica militare. Tutti in silenzio, come incantati dall’angelo bianco: un gigante in vetroresina con l’indice alzato verso il cielo, le ali bordate d’oro raccolte lungo i fianchi, e nella mano sinistra il pesce che nel racconto biblico guarisce il padre di Tobia.
«Ve lo presento - ha esordito don Verzè -, con la fiera consapevolezza che Milano con la sua Madonnina e d’ora in poi con il suo San Raffaele è davvero la motrice delle più grandi idee che sono dinamo di vita rigeneratrice per l’uomo». Non solo un nuovo simbolo per l’ospedale fondato dal prete veronese, ma un emblema per tutta la città: come la Madonnina in cima al Duomo per «vegliare dall’alto» sui milanesi. La statua, infatti, grazie a una gru dotata di un braccio lungo 120 metri, per circa dieci minuti ieri mattina ha volteggiato nel cielo prima di essere posta a 60 metri di altezza, sulla sommità della cupola del nuovo dipartimento di medicina molecolare che sta per essere ultimato. In tutto 75mila metri quadri che presto ospiteranno aule universitarie, uffici amministrativi ma soprattutto 500 nuovi ricercatori impegnati nello studio di cure per le malattie neurologiche come la sclerosi multipla e l’Aids.
Nel giorno del suo ottantesimo compleanno, guarda ancora avanti don Verzè: «Oggi stesso il Santo Padre, Benedetto XVI, riceverà il mio invito a scegliere una data tra settembre e ottobre per venire a benedire e a darci il suo messaggio per l’inizio del prossimo anno accademico». Un invito per il Papa a venire a Milano «capitale economica di questo grande Paese, culla mediterranea della civiltà occidentale e presto capitale europea delle scienze biologiche e umanistiche», più di Londra e Parigi «che - ha sottolineato - quando Milano era già capitale dell’Impero occidentale non erano altro che "riacho" e "lutum"».
Dopo la benedizione dell’angelo accompagnata dall'Ave Maria di Schubert è toccato «al nostro caro amico Albano» intonare l’inno del San Raffaele, scritto da Avogadro e interpretato dal cantante, accompagnato da un coro di voci bianche al quale si sono uniti medici, ricercatori e tutto il personale dell’ospedale di via Olgettina. «Angelo San Raffaele combatti il male e l’oblio, portaci per sempre la medicina di Dio». Un appello al Santo protettore - «socio di maggioranza dell'Istituto» - affinché insegni a guarire tutti gli uomini che soffrono, «di ogni razza e colore».